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Il decreto  di adeguamento privacy ed i principi di democrazia diretta

senato

La commissione speciale per l’esame di atti di governo ha espresso il 20 giugno scorso , parere favorevole, con osservazioni e condizioni, sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 679/2016, meglio conosciuto con l’acronimo GDPR, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati).

Il parere segue ad un articolato iter,  nel corso del quale le Commissioni parlamentari, spesso in seduta comune, hanno effettuato molte audizioni  di esponenti del mondo associativo, imprenditoriale e dell’accademia, oltre ad ascoltare lo stesso Garante italiano e quello europeo.

E proprio questo aspetto sembra costituire il primo esempio della nuova legislatura di utilizzo dei principi di democrazia diretta annunciati dal presidente della Camera, Roberto Fico, all’atto del suo insediamento.

In primo luogo perché tutti gli atti dell’iter Parlamentare sono stati resi disponibili in tempo reale sul sito delle due Camere, ivi compresi due dossier redatti a tempo di record dagli Uffici Parlamentari, ma poi perché il relatore del Provvedimento al Senato e materiale estensore del Parere,  il senatore Gianluca Perilli, come risulta anche dagli atti dell’iter sul sito delle Camere, ha richiesto al presidente della Commissione speciale al Senato, Vito Crimi, la possibilità, poi concessa, di audire le parti sociali rappresentate da svariate Associazioni, prima di depositare il Parere.

L’Audizione ha avuto evidentemente un ruolo fondamentale nell’economia dell’atto poichè alcune perplessità iniziali, testimoniate dal resoconto parlamentare, si sono evidentemente spiegate grazie alle decine di contributi giunti alla Commissione.

Non è la prima volta che si svolgono le Audizioni da parte di Commissioni Parlamentari, ma è certo una novità il fatto che nel dossier presentato alle Camere, le osservazioni dei soggetti auditi vengano collocate anche dal punto di vista figurativo a fronte del testo normativo, quasi a significare che d’ora in avanti anche i cittadini potranno partecipare all’iter decisionale del Parlamento, formulando proposte.

La circostanza poi che, a disporre le audizioni, sia stata una Commissione così importante come quella sugli atti urgenti del Governo anche se il Parere non è vincolante per il Governo, la dice lunga sull’importanza dell’atto partecipativo.

Naturalmente la palla passa ora al nuovo Governo che potrà confermare gli orientamenti emersi in materia di democrazia diretta in sede Parlamentare o non conformarsi a questi principi.

@fulviosarzana