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Il Golden Power del Governo sulla tecnologia 5G e le comunicazioni elettroniche.

 

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Nell’ottica della difesa della difesa cibernetica il Governo Italiano ha deciso di affrontare anche in via primaria, sulla spinta delle emergenze internazionali, il tema della sicurezza delle infrastrutture nazionali   rispetto all’affermazione del 5g.

Al Capo I del  decreto legge 22/2019 (cosiddetto Brexit) , convertito in legge 20 maggio 2019, n. 41 – intitolato “Disposizioni in materia di poteri speciali inerenti ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G”  – si rinviene l’articolo 1 che  è dedicato alle nuove regole che modificano il dl 21/2012 (poi convertito nella legge 56/2012) sui poteri speciali del governo esercitabili in nome della tutela della difesa e della sicurezza nazionale sulle infrastrutture considerate strategiche, comprese quelle di Tlc.

L’articolo 1 bis qualifica tutti i servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G, da chiunque forniti (quindi non solo dall’ex incumbent  Telecom Italia, sinora unico destinatario delle misure di “golden power”), come “attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale”.

Il nuovo Dl affronta anche i “rischi di un uso improprio dei dati con implicazioni sulla sicurezza nazionale” con particolare riferimento alla tecnologia 5G.

Poiché dunque, come si è detto, i servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G costituiscono da ora “attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale” è soggetta a notifica “la stipula di contratti o accordi aventi ad oggetto l’acquisto di beni o servizi relativi alla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione e alla gestione delle reti inerenti i servizi di cui al comma 1, ovvero l’acquisizione di componenti ad alta intensità tecnologica funzionali alla predetta realizzazione o gestione, quando posti in essere con soggetti esterni all’Unione europea”.

Il provvedimento affida a un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri l’individuazione delle misure di semplificazione delle modalità di notifica, dei termini e delle procedure relativi all’istruttoria ai fini dell’eventuale esercizio del potere di veto o di imposizione di specifiche prescrizioni o condizioni nell’ambito di tali contratti e accordi.

Le nuove previsioni,  con cui il legislatore nazionale ha ridisegnato l’istituto trasformandolo in “golden power”,  appaiono particolarmente innovative in quanto non si applicano soltanto ai mutamenti proprietari bensì anche a questioni eminentemente operative (come l’acquisto di determinati apparati per accendere la rete 5G).

 

In vista dell’adozione del Dpcm il Governo ha lanciato una consultazione pubblica aperta a tutti i soggetti interessati che potranno così contribuire a definire le misure di semplificazione. Gli stakeholder potranno esprimersi sia sulle modalità semplificate di notifica, eventualmente differenziate in base all’attività svolta, ai servizi offerti o alla tipologia di infrastruttura interessata, che sulla semplificazione delle procedure e dei termini per l’istruttoria, in relazione a specifiche circostanze.

I contributi potranno essere inviati fino al 19 luglio 2019.

@Fulviosarzana