Frequenze TLC: pubblicato l’avviso di gara dei 26 GHz. Tempi, regole e i nodi ancora da sciogliere

Banda 26 GHz bassa: pubblicato l’avviso di gara. Tempi, regole e i nodi ancora da sciogliere

di Fulvio Sarzana di S. Ippolito, Avvocato, Studio Legale Sarzana e Associati

 

Il 26 agosto 2026 in  Gazzetta Ufficiale è stato  pubblicato l’avviso di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze nella banda 24,25-26,5 GHz, la banda 26 GHz bassa.

Con l’avviso sono stati pubblicati anche il disciplinare di gara e i relativi allegati tecnici, tra cui il modello di condivisione e il piano di protezione degli operatori incumbent.

La procedura chiude un percorso regolatorio avviato da AGCOM più di due anni fa e apre una delle assegnazioni di spettro più corpose degli ultimi anni per lo sviluppo del 5G e delle reti FWA, il Fixed Wireless Access.

Il percorso regolatorio: da AGCOM al Mimit

La banda 26 GHz ha una storia divisa in due tempi.

La parte alta, 26,5-27,5 GHz, era già stata assegnata nel 2018, insieme alle bande 700 MHz e 3,6-3,8 GHz, nell’asta che ha finanziato le prime reti 5G italiane. Quell’asta resta nella memoria del settore per un motivo preciso: il gettito incassato dallo Stato fu tra i più alti in Europa, e secondo molti osservatori ha inciso sulla capacità di investimento degli operatori negli anni successivi.

La parte bassa, oggetto dell’avviso di agosto, è rimasta invece impegnata dai diritti d’uso WLL, il Wireless Local Loop, assegnati con delibere AGCOM risalenti fino al 2000. AGCOM ha avviato il procedimento per liberare e riassegnare questa porzione di spettro con la delibera n. 258/24/CONS del 16 luglio 2024.

È seguita la delibera n. 21/25/CONS, pubblicata il 27 gennaio 2025, che ha messo in consultazione pubblica per 45 giorni le procedure di assegnazione e le regole d’uso, chiudendo la raccolta di osservazioni il 13 marzo 2025.

Il 7 ottobre 2025 il Consiglio dell’Autorità ha approvato all’unanimità la delibera n. 232/25/CONS, pubblicata sul sito istituzionale il 29 ottobre 2025, che fissa in via definitiva procedure e regole. Da lì il testimone passa al Mimit: il 4 maggio 2026 il Ministro individua la Fondazione Ugo Bordoni come soggetto esterno di supporto tecnico, l’8 luglio 2026 viene nominato responsabile unico del procedimento  e il 26 agosto 2026 arriva l’avviso di gara.

 

La gara

 

La banda si estende per 2,25 GHz complessivi, da 24,25 a 26,5 GHz, e comprende una banda di guardia di 50 MHz e undici blocchi TDD da 200 MHz ciascuno, numerati da B1 a B11. Due porzioni, 25,109-25,445 GHz e 26,117-26,5 GHz, restano in uso al Ministero della Difesa.

Questa gara mette a disposizione sette blocchi, B1, B2, B3, B4, B7, B8 e B9, organizzati in due categorie di lotti:

  • fino a 5 lotti nazionali, L3-L7, da 200 MHz ciascuno;
  • fino a 42 lotti regionali, L1.1-L1.21 e L2.1-L2.21, corrispondenti a 19 regioni più le province autonome di Bolzano e Trento.

 

I diritti d’uso sono individuali ma non esclusivi: gli aggiudicatari condividono la banda secondo un modello tecnico di compatibilità, riportato nell’allegato 3 al disciplinare, e devono rispettare il piano di protezione dei servizi incumbent dell’allegato 4, comprese eventuali zone di esclusione geografica intorno alle stazioni riceventi protette.

I diritti decorrono dal 1° gennaio 2029, hanno durata di 15 anni, sono prorogabili per altri 5 e rinnovabili una sola volta per un massimo di 10 anni ulteriori. Il capitolo 13 del disciplinare prevede però un meccanismo di anticipo dell’uso della banda per i sistemi a banda ultra-larga: un punto che gli operatori con piani di lancio ravvicinati dovrebbero verificare con attenzione, perché la finestra tra l’aggiudicazione, attesa entro fine 2026, e la decorrenza formale dei diritti supera i due anni.

 

Le partite giuridiche ancora aperte

 

Il disciplinare riserva agli operatori prioritari, cioè ai titolari di diritti WLL già esistenti al 31 dicembre 2022, metà dei lotti disponibili in ciascuna categoria: i lotti L3 e L4 tra quelli nazionali, i lotti da L1.1 a L1.21 tra quelli regionali. Gli altri lotti restano aperti a tutti, incumbent compresi.

È una soluzione di compromesso tra due esigenze in tensione: tutelare il legittimo affidamento di chi ha già investito in reti WLL su quello spettro, e aprire il mercato a nuovi entranti secondo i principi di concorrenza e uso efficiente dello spettro radio richiamati dal Codice delle comunicazioni elettroniche. Il disciplinare stesso, nella definizione di “nuovo entrante”, traccia con cura le catene di controllo rilevanti proprio per evitare che riserve pensate per operatori indipendenti finiscano nelle mani di soggetti collegati agli incumbent.

Un secondo fronte riguarda il rischio prezzo. La lezione del 2018 pesa ancora sul settore, e le basi d’asta di questa procedura appaiono contenute rispetto ai valori di allora. Ma la fase dei miglioramenti competitivi, per costruzione, può spingere gli importi ben oltre la base, soprattutto sui lotti nazionali dove la platea di offerenti solvibili è più ampia. Chi si presenta in gara dovrebbe quindi arrivare con un tetto di spesa deciso a monte, non lasciato alla dinamica delle tornate.

Terzo punto, gli obblighi di utilizzo. Gli aggiudicatari hanno 36 mesi dalla disponibilità delle frequenze per installare la rete e attivare il servizio commerciale in tutte le province comprese nella propria area di estensione geografica, con obbligo di reporting annuale a Mimit e AGCOM. Per chi vince un lotto nazionale è un impegno infrastrutturale importante, da verificare in sede di due diligence prima di formulare l’offerta, perché l’inosservanza comporta la decadenza dall’aggiudicazione e il pagamento comunque dovuto dell’ultimo importo offerto.

 

Infine, la finestra per la domanda di partecipazione è di appena tre giorni, dal 23 al 25 settembre. 

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