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Primo arbitrato italiano su criptovalute: i principi giuridici.

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Primo caso conosciuto di lodo arbitrale italiano avente ad oggetto criptovaluta.

La fattispecie esaminata  a metà aprile del 2018 in sede arbitrale in una cittadina campana della provincia di Caserta riguardava un contratto di consulenza  in cui la metà del corrispettivo sarebbe stata pattuita in criptomoneta.

Secondo l’Arbitro unico, all’obbligazione  pecuniaria pattuita in criptovaluta, in mancanza di esplicita disciplina legislativa, deve applicarsi analogicamente l’art. 1278 c.c., che regola l’adempimento delle obbligazioni pecuniarie pattuite in moneta estera, per cui l’obbligazione avente ad oggetto la prestazione di corrispondere criptovaluta è qualificabile come obbligazione facoltativa passiva: il debitore è tenuto ad adempiere corrispondendo la somma in criptovaluta, ma ha la facoltà di adempiere pagando in moneta legale.

Il creditore di una prestazione di somma di denaro determinata in criptovaluta non può invece richiedere l’adempimento della prestazione in moneta avente corso legale, per cui va rigettata la sua domanda di condanna al pagamento in euro.

@fulviosarzana