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App anti COVID: Garante francese, la trasparenza non è una opinione.

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App Anti  Covid, le differenze tra l’Italia e la Francia.

Il Garante Privacy Francese ha pubblicato il 26 aprile il suo parere sull’applicazione di tracciamento Anti Covid Francese.

La posizione del garante Francese sull’app che dovrebbe essere introdotta l’11 maggio

permette di cogliere le differenze di approccio tra i due paesi.

Vediamo le analogie e le differenze.

L’app francese è stata messa preventivamente  a disposizione del Garante  Francese, quella Italiana non si sa,  o comunque non si conosce quale app ed a quale livello di avanzamento è stata comunicata, anche se il garante Italiano ha dichiarato in una audizione parlamentare di qualche giorno fa, di non aver visto l’App.

La Francia ha calendarizzato immediatamente un dibattito parlamentare, che si svolgerà il 28 aprile, l’Italia, a dispetto di diverse prese di posizione di maggioranza ed opposizione, non ha fissato, almeno a giudicare dai lavori, alcuna data per un dibattito parlamentare.

Il Garante Francese ha deciso di riesaminare nuovamente l’APP  dopo il necessario dibattito in Parlamento, al fine di esaminare le disposizioni finali per l’attuazione del sistema qualora si sia deciso di utilizzarlo.

Il Garante francese, a dispetto di chi minimizzava il trattamento dei dati dichiarandolo “anonimo”, chiarisce che l’uso dell’App attraverso il sistema bluetooth rientra totalmente nell’ambito di applicazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati ( GDPR).

La Francia, come la Germania e il Regno Unito, hanno assunto una posizione molto decisa nei confronti di Apple e Google, al fine di realizzare un sistema di trattamento dei dati improntato al principio della sovranità dei dati, l’Italia non si sa.

Quello che si sa è che l’app Italiana, inizialmente adottata secondo principi di centralizzazione dei dati, si adeguerà invece, ma il tutto è frutto di informazioni contraddittorie fornite a mezzo stampa,  alle specifiche ed alle caratteristiche di decentralizzazione dei dispositivi, ovvero alle regole previste da sempre dai colossi del web.

Specifiche che verranno rilasciate  anch’esse il 28 aprile.

La Francia poi ha chiarito nella richiesta al parere del garante che la gestione del tutto verrà fatta dal Ministero della salute, chiarendo che la funzione dell’app è di natura eminentemente sanitaria.

L’Italia non si sa, non si conosce chi gestirà l’app, la banca dati né altro.

La Commissione attira l’attenzione del governo sul fatto che, come trattamento che può presentare rischi elevati (dati sanitari, uso per monitoraggio sistematico su larga scala, utilizzo di una nuova soluzione tecnologica), una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA) deve essere effettuata prima di qualsiasi implementazione di tale dispositivo. Si raccomanda la pubblicazione della DPIA a fini di trasparenza e in vista del contesto attuale.

L’Italia non si sa.

Infine, la Commissione ritiene appropriato che l’uso di un sistema volontario di monitoraggio dei contatti per gestire l’attuale crisi sanitaria abbia una base giuridica esplicita nel diritto nazionale.

Questa richiesta appare simile a quella effettuata dal garante italiano che però ha lasciato aperta la strada ad una possibile modifica di una norma emergenziale già in vigore, mentre il Garante Francese ha chiesto al governo di tenere in considerazione le proprie osservazioni in un progetto di norma inquadrandolo una volta che la decisione è stata presa e il progetto chiarito.

 

@fulviosarzana