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Corte Suprema: App di tracciamento COVID solo con legge.

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Gravi problemi di privacy.

E’ questa la motivazione alla base della scelta della Corte Suprema di Israele di imporre al  governo di adottare una legislazione ad hoc per il tracciamento dei cittadini tramite app.

La decisione è stata resa pubblica domenica 26 aprile 2020.

Lo stop avviene dopo che una commissione parlamentare di controllo ha interrotto l’uso delle tecniche di monitoraggio per imporre le quarantene, evidenziando problemi di privacy.

I dubbi in materia si moltiplicano dopo che anche negli Stati Uniti alcuni Parlamentari, facendo seguito ai dubbi espressi  dall’ ACLU, un’organizzazione non governativa che si occupa di difendere i diritti civili e le libertà individuali negli Stati Uniti,   ha espresso preoccupazioni sullo strumento di tracciamento dei contatti basato su Bluetooth.

ACLU afferma in proposito  che le soluzioni  di tracciamento dei contatti con coronavirus di Google e Apple rappresenterebbero un “rischio significativo” per la privacy e le libertà civili.

Il senatore del Missouri Josh Hawley ha chiesto a Tim Cook e Sundar Pichai di esporsi personalmente, ed essere ritenuti diretti responsabili di eventuali problemi di privacy o legati all’uso improprio dello sviluppo della tecnologia di tracciamento dei contatti congiunta di Apple e Google.

@fulviosarzana