Criptovalute: arriva lo scambio automatico di dati fiscali.

 

di Fulvio Sarzana di S. Ippolito, avvocato

I cittadini UE, analogamente a quanto avviene per  le altre informazioni relative allo scambio automatico di dati fiscali, saranno oggetto di un obbligo di  trasferimento di informazioni su tutte le criptoattività detenute, a partire dallo scambio di criptovalute.

Il Consiglio Europeo  ha adottato il 17 ottobre 2023 la  direttiva, denominata anche DAC8,  che modifica le norme dell’UE in materia di cooperazione amministrativa nel settore fiscale.

Le modifiche riguardano principalmente la comunicazione e lo scambio automatico di informazioni sui proventi delle operazioni in cripto-attività.

L’obiettivo della direttiva è rafforzare il quadro legislativo esistente ampliando l’ambito di applicazione degli obblighi di registrazione e di comunicazione e la cooperazione amministrativa generale delle amministrazioni fiscali.

Saranno contemplate nuove categorie di attività e di reddito, come le cripto-attività.

Le autorità fiscali scambieranno in maniera automatica e obbligatoria le informazioni che dovranno essere fornite dai prestatori di servizi per le cripto-attività con obbligo di comunicazione. Finora la natura decentrata delle cripto-attività ha reso difficile per le amministrazioni fiscali degli Stati membri garantire il rispetto degli obblighi fiscali. L’intrinseca natura transfrontaliera delle cripto-attività richiede una forte cooperazione amministrativa internazionale per garantire una riscossione efficace delle imposte.

La direttiva riguarda un’ampia gamma di cripto-attività e si basa sulle definizioni contenute nel regolamento sui mercati delle cripto-attività (MiCA).

Nell’ambito di applicazione sono incluse anche le cripto-attività emesse in modo decentrato, gli stablecoin, compresi i token di moneta elettronica, e alcuni token non fungibili (NFT).

Le nuove norme integrano il regolamento sui mercati delle cripto-attività (MiCA) e il regolamento sul trasferimento di fondi (TFR) e sono pienamente coerenti con l’iniziativa dell’OCSE sul quadro di segnalazione delle cripto-attività.

I nuovi obblighi di segnalazione sulle cripto-attivitàsulla moneta elettronica e sulle valute digitali delle banche centrali entreranno presumibilmente in vigore il 1° gennaio 2026.

A partire dal 2026, quindi, cesserebbe il segreto bancario delle criptovalute, ampliando le competenze dell’anagrafe dei rapporti finanziari già a disposizione dell’Agenzia delle Entrate. In questo modo si allargherà l’area di conoscenza delle consistenze patrimoniali di coloro che compongono l’ipotetica anagrafe patrimoniale.