Agcom deve aprire i verbali del Consiglio: il TAR Lazio fa prevalere la difesa sul regolamento sull’accesso
di Fulvio Sarzana di S.Ippolito, Avvocato in Roma
Una piattaforma sanzionata per secondary ticketing chiede di vedere la nota interna e i verbali con cui l’Autorità ha prorogato i tempi del procedimento. Agcom oppone il proprio regolamento. Per i giudici viene prima il diritto di difendersi.
C’è una regola che Agcom continua a difendere in tribunale e che i giudici continuano a mettere da parte: quella che consente all’Autorità di tenere per sé le note interne dei propri uffici e i verbali delle riunioni del Consiglio.
L’ultima volta è successo con un’ordinanza del TAR Lazio pubblicata il 21 settembre.
I giudici hanno ordinato ad Agcom di consegnare a Ticketoo, entro 30 giorni, una nota degli uffici e i verbali di tre sedute del Consiglio, nelle parti che riguardano la società. La causa vera, quella contro la sanzione, deve ancora essere decisa.
La sanzione da 90.000 euro
Ticketoo è una piattaforma romana su cui i privati rivendono biglietti di concerti. A febbraio Agcom l’ha multata per 90.000 euro, applicando la legge che riserva la vendita dei biglietti ai circuiti ufficiali e ai rivenditori da loro autorizzati.
Il conto è semplice: 5.000 euro, il minimo previsto, per ciascuno dei 18 concerti contestati. E c’è un dettaglio che la stessa delibera non nasconde: i biglietti erano rivenduti al prezzo di copertina o a meno. La segnalazione che ha fatto partire tutto era arrivata da TicketOne.
Se il divieto valga anche per chi non guadagna nulla sul biglietto lo dirà il TAR quando deciderà il merito. Per ora i giudici si sono occupati d’altro, e la questione interessa chiunque abbia a che fare con un’autorità indipendente.
Perché proprio quei documenti
Basta mettere in fila le date. La contestazione arriva a maggio 2025. A settembre il procedimento si ferma per approfondimenti. A novembre il Consiglio dell’Autorità concede 60 giorni in più, a gennaio altri 30. La multa arriva a fine febbraio.
La nota interna che Agcom non voleva consegnare è quella con cui gli uffici chiedono al Consiglio la prima proroga. I verbali di novembre e gennaio sono le sedute in cui le proroghe vengono concesse. Quello di febbraio è la seduta in cui si decide la sanzione.
La difesa vuole capire, in sostanza, perché il procedimento è durato quanto è durato. Chi ha letto il mio pezzo di luglio sul Garante privacy e le sanzioni che non scadono mai (qui) riconoscerà il tema. Quando un’autorità si prende più tempo, chi viene sanzionato ha tutto l’interesse a leggere le ragioni.
Le due difese di Agcom
Sulla nota l’Autorità si è appellata al proprio regolamento, che esclude dall’accesso appunti, bozze e proposte degli uffici. Per Agcom si trattava di un documento di lavoro, interno, senza effetti sul procedimento.
Sui verbali ha sostenuto due cose. La prima: Ticketoo non li aveva mai chiesti espressamente. La seconda: anche se li avesse chiesti, avrebbe potuto vedere solo le conclusioni del commissario incaricato della pratica, non il resto della discussione.
Cosa ha risposto il TAR
Il punto di partenza è quasi ironico. Lo stesso regolamento di Agcom contiene una frase copiata dalla legge sul procedimento amministrativo: l’accesso va comunque garantito quando i documenti servono a difendersi. L’Autorità ha scritto nero su bianco il principio che adesso le viene opposto.
Sulla nota, il TAR segue il Consiglio di Stato: anche un documento interno è un documento, e si può negare solo se contiene informazioni davvero riservate o se è ancora una bozza. Una richiesta formale di proroga mandata al Consiglio non è una bozza.
Sui verbali, i giudici richiamano tra l’altro la vicenda Rai del 2023: chi riceve una sanzione ha diritto di sapere come l’amministrazione ci è arrivata, discussioni del Consiglio comprese. E notano, quasi di passaggio, che Agcom non ha nemmeno sostenuto che quei verbali contenessero informazioni riservate o opinioni personali dei commissari, cioè gli unici motivi per cui il regolamento permetterebbe di negarli.
Quanto al fatto che i verbali non fossero stati nominati, la risposta è di buon senso. Ticketoo aveva chiesto «la totalità degli atti e documenti» del fascicolo: i verbali ci stanno dentro. Un’impresa non è tenuta a sapere quali carte conserva ciascun ufficio dell’Autorità.
Cosa resta
Chi fa questo mestiere sa che il fascicolo consegnato dalle autorità è spesso un fascicolo ripulito. Mancano le note degli uffici, mancano i verbali, e sono proprio i documenti da cui si capisce come è stata presa una decisione. L’ordinanza ricorda che conviene chiedere tutto, documenti interni compresi, e tornare a chiederlo dopo la sanzione.
Resta da capire perché Agcom continui a difendere una regola che il Consiglio di Stato ha già ridimensionato più volte. L’impressione è che le riunioni del Consiglio vengano considerate una stanza chiusa. I giudici, da anni, rispondono che non lo sono.
Fra 30 giorni Ticketoo leggerà come sono state motivate le proroghe di novembre e gennaio.
Se le ragioni dovessero risultare deboli, la multa da 90.000 euro potrebbe cadere per una questione di tempi, prima ancora che per il merito del secondary ticketing.
